
Angelo Canaletti, 1966, vive e lavora a Civitanova Marche, dopo aver seguito progetti a Roma, negli USA, in Europa e in India. Ha progettato sistemi basati su logiche neurali per l’interpretazione del linguaggio naturale e ha supportato, per quanto possibile, processi tecnologici per l’uso efficiente dell’energia. In ritardo rispetto ai movimenti più rilevanti del ‘900, ha sperimentato la gioia del protagonismo politico, marginale, dal ’90 universitario fino a Genova 2001. E le inevitabili sconfitte. Fa parte del sedicente collettivo “Carboneria Letteraria”.
Umberto e Gino, marchigiani, danno vita a uno sgangherato commando politico-culinario impegnato per un decennio in azioni di media rilevanza mediatica basate sul furto enogastronomico come riproposizione della pratica degli espropri proletari. Nel 2011, in casa del dottor Rossi qualcosa va storto: l’esito è drammatico. Il dottore spara nel buio e uccide sua moglie, i due incursori se la danno a gambe. Il dottore viene condannato e incarcerato a seguito delle indagini del magistrato Lingreva, azzardate almeno quanto le azioni del commando Pasti Marginali. Su suggerimento di Paola, moglie di Umberto, i due scappano dall’Italia, passando per il Bhutan e il Chiapas, fino ad approdare in Norvegia, dove si rifugiano e stringono amicizia con due donne locali: Ingrid e Karen. Il Rossi muore in carcere ma prima scagiona Pasti Marginali con una epistola confessione.
Dalla provincia marchigiana parte un insolito attacco al potere, declinato in forma enogastronomica, a opera di due cinquantenni cresciuti a pane, ciauscolo e sovversione sociale.
Per un decennio vengono messi a segno colpi a bassa intensità e discreta rilevanza mediatica. Ma, nel realizzare l’ultima impresa a km 0, le cose vanno storte e ci scappa il morto.