Quelle che seguono sono delle domande che abbiamo selezionato per aiutare a far conoscere la nostra realtà editoriale e cercare di soddisfare ogni curiosità. Vi invitiamo a leggerle per conoscere le linee guida, “la costituzione” della nostra casa editrice.
Benvenuti a tutti, a prescindere da ogni differenza culturale, religiosa, politica e di genere! Tutti possono contribuire a far crescere questo progetto culturale che è Edizioni Creativa.
Quali sono le origini della vostra casa editrice?
Siamo nati nel 2005 dall’esperienza di Agenzia Creativa, un’agenzia letteraria che essenzialmente aveva l’ obiettivo di valorizzare autori di talento non ancora famosi. Però, l’intermediazione con gli editori è stata deludente… allora, su impulso degli scrittori che ci contattavano abbiamo dato vita ad Edizioni Creativa. Un progetto dal quale nel settembre del 2009 è nato anche Dissensi Edizioni (www.dissensi.it)
Qual è l’originalità del progetto “Creativa”?
Credo che un elemento che contraddistingue la nostra casa editrice sia l’indipendenza. Oggi, come ieri e come temo anche domani, occorre essere schierati e schiavi di qualcuno. Non importa di chi o di cosa, è sempre dipendenza. Queste logiche non ci appartengono e preferiamo pubblicare qualche testo in meno ma essere veramente indipendenti. Spesso il termine indipendenza si usa a sproposito. A me piace pensare che la nostra casa editrice sia degli autori (senza dei quali non avrebbe quella notorietà e forza positiva che in molti ci riconoscono) e dei lettori che sempre più aumentano.
Un’altra caratteristica peculiare della nostra realtà editoriale è che non ha una struttura verticistica, ma bensì orizzontale. Ognuno collabora a questo progetto. Basti pensare ai direttori di collana, al comitato di lettura. L’importante è seguire la linea guida che è quella che ci deve sempre ricordare l’importanza del rispetto delle idee e dell’impegno a creare sinergie positive.
Ma l’elemento più importante che mi piace sottolineare è che compito di un editore è quello di farsi strumento di denuncia delle ingiustizie e impulso al cambiamento. Noi, nel nostro piccolo, ci crediamo molto e lo spazio congliultimi.it ne è una testimonianza anche concreta. Un luogo virtuale però ove pragmaticamente si può essere d’ausilio, diventare il cambiamento.
Ho sempre rigettato il facile sinonimo editore-imprenditore, io credo che il ruolo del primo sia quello di diffondere emozioni positive e non avere come scopo principale il profitto. Certo è importante impegnarsi per cercare di vendere i libri, quindi farli recensire e circolare il più possibile, ma i libri non sono delle lattine della Coca Cola. Per me il termine editore non deve essere sinonimo di imprenditore ma di artigiano che con cura e passione crea un’opera. Ogni libro ha la sua individualità perché ognuno cela il potere di creare pensieri, quei pensieri che sono alla base del nostro agire. Da qui nasce l’importanza della scelta di un testo.
Come giudica dal suo punto di vista la situazione attuale del panorama editoriale italiano?
Rispecchia la realtà sociale, è un campione rappresentativo del mondo in cui viviamo dove una minoranza della popolazione mondiale consuma la quasi totalità delle risorse lasciando a bocca asciutta tutti gli altri.
Nell’editoria pochi marchi hanno monopolizzato le vendite. E non è importante la qualità, il messaggio dato è che ciò che conta è sempre e solo il tornaconto economico. Del resto che dire di marchi totalizzanti come la McDonald’s dei libri? La Mondadori possiede le fabbriche dove producono la carta, le macchine per stampare, le librerie ove esporre i libri e i giornali dove farsi da soli le recensioni!
La soluzione è crearsi una propria nicchia di mercato, dar vita ad una rete di librerie (di quelle serie) che non miri solo a vendere i libri come se fossero hamburgers, ma che desideri anche dare un messaggio all’acquirente.
Come inviare i manoscritti?
I testi possono essere inviati in formato elettronico o cartaceo (a volte è chiesto solo quest’ultimo) accompagnati da una sinossi e un breve curriculum vitae.
Rispondete a tutti?
Si, inviamo prevalentemente tramite mail una risposta a tutti. I tempi possono variare in relazione all’afflusso di manoscritti. La risposta è garantita a tutti però ci vuole pazienza, occorre precisare che la selezione del comitato di lettura è molto rigida, solo una bassa percentuale di opere viene pubblicata. Pubblichiamo solo testi di autori in cui crediamo, rigettiamo con forza la logica immeritocratica presente nella nostra realtà (che si è insediata anche nell’editoria) ove basta pagare e si ha tutto...
Quasi esclusivamente ai testi che il comitato di lettura reputa pubblicabili diamo consigli e segnaliamo le correzioni da realizzare. Il lavoro d’editing è successivo.
Come è noto, anche se rispettiamo tutte le espressioni e opinioni, non pubblichiamo testi che non sono rispettosi di chi la pensa diversamente. Testi in cui prevale la violenza, la volgarità e in generale gli istinti più biechi li rigettiamo con determinazione perché il nostro obiettivo è lasciare un messaggio critico, ma positivo, di speranza.
Qual è la vostra politica nei confronti degli autori esordienti?
Credo che gli autori esordienti siano una importante risorsa culturale, noi puntiamo in parte anche sugli autori esordienti, però su quelli veramente che meritano.
Abbiamo pubblicato esordienti validi, mi viene in mente Giuseppe Cirino che con il suo “Il suonatore di foglie” credo che possa competere con tanti autori affermati. Ma sono tanti gli autori che abbiamo pubblicato che sono veramente molto interessanti.
Con i nostri autori creiamo un rapporto prima di tutto di complicità, di cordialità. L’importante è avere la stessa linea d’onda. Con molti abbiamo instaurato un vero rapporto di amicizia, alcuni fanno parte del comitato di lettura e, come fra Matteo Pugliares, è diventato direttore di una collana. Io sono convinto quando dico che Edizioni Creativa appartiene ai suoi autori.
Basti pensare che con diversi autori abbiamo creato delle sinergie veramente produttive, gli abbiamo inviato molti dei titoli pubblicati che col tempo vendono a fiere, a feste, a corsi di scrittura creativa, a seminari sulla letteratura. Ovviamente a loro è garantita una buona percentuale sulla vendita.
Quali sono, a vostro avviso, i fattori più importanti nella promozione di un libro di un autore esordiente?
Le presentazioni, l’invio dei libri ai critici (abbiamo ricevuto recensioni da quotidiani importanti anche per gli autori esordienti) la pubblicità su siti Internet e riviste, tramite segnalibri, adesivi (Li regaliamo a simpatizzanti, autori, librerie e devo dire che più persone mi hanno detto di averli visti in tutta Italia) la nostra consistente mailing list. A noi poi piace pure “liberare” i nostri libri tramite il c.d. bookcrossing, che è un nostro incentivo, contributo a favorire quello splendido viaggio che è la lettura.
Noi cerchiamo autori motivati, con entusiasmo, un esempio ci viene da Andrea Giachi. Andrea Giachi, autore di "Jesus... secondo me!", ha pedalato da Verona fino a Catania per promuovere il suo libro.
In ogni città ha presentato il testo con uno spettacolo di Cabaret che ha riscontato un grande successo. Inoltre, Andrea, ha visitato carceri, comunità e diverse sedi di radio e TV che l'hanno intervistato su questo modo creativo di promuovere il libro.
Ogni sera, con il suo portatile (nascosto in un tascone della bici), ha aggiornato il sito dedicato all'evento. Noi non chiediamo a tutti gli autori di farsi tutta l'Italia in bicicletta... ma le motivazioni sono fondamentali.
Nel’indifferenza della grande editoria la maggior parte dei piccoli editori chiede forti contributi economici agli autori (specie se esordienti) voi cosa ne pensate?
Il mercato editoriale italiano è bloccato, si legge pochissimo ( solo il 6% della popolazione adulta legge con una certa frequenza) ma si pubblica molto ( circa 130 libri al giorno). Questo significa che quasi si scrive di più di quanto si legge, il che è paradossale… Qualcosa non funziona. Però questi dati non devono essere usati per non impegnarsi a cercare di promuovere e vendere i libri degli esordienti!
C’è una grande speculazione nei confronti degli autori esordienti, anche autori che abbiamo pubblicato noi ci hanno raccontato di proposte oscene… Di fumo negli occhi da parte di alcuni editori che vivono, anzi ingrassano, sulle spalle di ragazzi e ragazze che desiderano esprimere se stessi tramite la scrittura. Il problema di certi editori, meglio dire tipografi, è che sputano un mare di fandonie. Una volta per divertirmi inviai una mail (con nome diverso) ad un editore dicendogli che avevo scritto un libro dal titolo “Il cane rabbioso” e chiedendogli cosa fare per pubblicare un libro con lui. Il direttore editoriale rispose che occorrevano circa 2500 euro e il testo sarebbe entrato in una loro collana. Nella mail successiva gli feci notare che non l’aveva neanche letto, non rispose più. Capite qual è il problema? Il tizio non conosceva neppure il titolo, l’argomento del libro! Ciò significa che non l’avrebbe mai letto. Queste sono le nefandezze che vanno denunciate! (Coincidenza volle che poi ho visto che fu pubblicato un libro dal titolo “Il cane rabbioso” magari è l’autobiografia di quell’editore poco serio…)
Però vanno sempre ricordate anche tante piccole realtà editoriali che lottano e pubblicano ottimi libri. Io mi permetto sempre di invitare a comprare questi libri ed anche se non si trovano facilmente in libreria, si possono ordinare o acquistare on-line. Se si vogliono preservare certe realtà editoriali occorre aver un consumo critico.
Del resto in passato ci sono cascato anche io come autore e conosco bene la sensazione di sentirsi usati da pseudo editori che mirano solo a spillarti soldi dimenticandosi di aver pubblicato un’opera.
Noi abbiamo grande rispetto nei confronti dei manoscritti che ci arrivano e anche se pubblichiamo poco (solo libri in cui crediamo e che meritano) siamo sempre molto attenti a come comunicare che un testo non è stato accettato. Del resto è vero non esistono valori validi in assoluto, l’editore non è il Dio degli scrittori che ha sempre ragione! Purtroppo c’è tanta arroganza anche in questo.
Come vi regolate per la pubblicazione di esordienti?
La realtà è dura, vendere autori esordienti (specie per i romanzi e per non parlare delle poesie) non è facile noi chiediamo che l’autore sia attivo, si dia da fare con presentazioni ecc. Purtroppo, all’inizio, abbiamo avuto autori che dopo la pubblicazione si sono chiusi in casa e non hanno fatto più nulla, nemmeno detto agli amici che era uscito il loro libro...
Noi non regaliamo le copie (tranne tre, non possiamo elargire all’autore copie che poi darà alla fidanzata, alla madre, allo zio ecc), ma lo scrittore motivato che crede nel proprio scritto ci guadagna. Abbiamo avuto alcuni casi in cui addirittura col tempo l’autore ci ha chiesto più di 400 copie del proprio titolo! (Allo scrittore, facciamo uno sconto sul prezzo di copertina).
Mi piace ricordare una risposta che diede la nostra MariaGiovanna Luini ad una presentazione organizzata a Cava dei Tirreni, lei veniva da Milano (già aveva presentato il libro in mezza Italia) e l'organizzatore la ringraziò per la disponibilità, per il viaggio ecc. Bene lei rispose che non ci si dovrebbe mai dir di no alla presentazione di un libro è un momento di orgoglio e di ausilio alle vendite ed era lei a ringraziare per l'invito... Questo è lo spirito che condivido.
L’importante è essere cristallini, temo che non sempre sia così. Anzi si fa di tutto anche facendo leva sull’egocentrismo di alcuni autori promettendo vendite enormi e serate di gala e cazzate simili…
Per la collana esperimenti letterari (una collana che vuole essere un trampolino per autori non ancora conosciuti, ma validi) agli autori esordienti chiediamo di darci una mano soprattutto con il passaparola, le presentazioni, la promozioni ecc. Se c’è entusiasmo e passione come l’abbiamo noi, obbligare a comprare delle copie è superfluo oltre che triste. All’autore esordiente che crede di essere il nuovo Moravia e pensa di stare per pubblicare con la Mondadori e magari diventare ricco gli diciamo subito di cambiare area, occorre modestia e sacrificio sempre, figurarsi all’inizio. Specie all’inizio occorre anche crederci ed investire su se stessi. Oltre al talento anche la modestia e la serietà sono fattori fondamentali, più volte ho rigettato la proposta di autori (anche bravi) ma che con arroganza pavoneggiavano conoscenze con politici e giornalisti famosi e il desiderio anche di investire tanto nel loro capolavoro. Certo che è impagabile vedere la loro espressione dopo avergli spiegato che noi cerchiamo altro.
Nessun autore, fino ad oggi, si è pentito di aver pubblicato con noi.
E’ richiesta una tassa per valutare un testo?
Assolutamente no! Eppure sovente redigiamo all'autore (anche per coloro che non pubblichiamo) schede di lettura di grande interesse, con tanto di errori e suggerimenti segnalati.
Restituite il cartaceo?
No, il cartaceo in nessun caso verrà restituito ma ci impegniamo a riciclare la carta.
I vostri autori poi sono costretti a pubblicare solo con voi?
Di solito con i nostri autori cerchiamo di fare un percorso, avere degli obiettivi e crescere insieme, infatti molti autori hanno ripubblicato con la nostra etichetta. Però ovviamente noi non obblighiamo nessuno a percorrere strade obbligate, sarebbe una violenza.
In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po’ anche delle case editrici?
Il perché non si legge in Italia credo abbia radici profonde, a mio avviso dovute alla precisa scelta da parte della c.d. “classe dirigente” di lasciare che le persone nuotino nell’ignoranza. Se non fosse così, perché in TV si assiste a programmi che sono uno scempio, un’offesa all’essere umano progredito? Programmi che fanno emergere solo i lati istintuali. Non c’è la volontà di educare, ma solo drogare con il calcio (anche io in realtà la domenica divento un tossico…) spacciato tutti i giorni a tutte le ore e con questi programmi ignobili che dovrebbero analizzare la politica, l’economia e la cultura del nostro Paese. Oggi più si è funzionali al sistema e più si fa carriera.
Quando si deciderà di far crescere il Paese allora gli italiani inizieranno a scoprire il potere della lettura, la grande potenzialità che cela la lettura di un buon libro. Io lo ripeto sempre l’editore è uno spacciatore di pensieri… e, i pensieri, è importante che siano di indipendenza e libertà perché essi sono alla base del nostro agire. Ecco perché quando si pubblica un testo occorre prendersi le proprie responsabilità, stare attenti perché ogni libro è come una mina che può esplodere!
Come immaginate possa essere il vostro lettore ideale? E quali passi per avvicinare i lettori ai libri da voi editi?
Mi piace pensare al nostro lettore ideale come una persona che non si faccia spingere all’acquisto perché gliel’ha detto Costanzo o Vespa che sono i camerieri della politica culturale italiana. Certo fa rabbia sapere che il libro di Costantino o della Clerici vende decine di migliaia di copie, che il libro “scritto” da Mike Buongiorno può godere di una distribuzione capillare (per non parlare della pubblicità) mentre tanti ottimi libri devono lottare per essere accettati da librai che ormai vendono libri come se fossero cellulari, per loro i libri sono tutti uguali, l’importante è che vendano. Anzi dirò che se si va in un negozio di cellulari e si chiede un consiglio, il negoziante è in grado di aiutarti, oggi in libreria si deve entrare con le idee chiare. Un fruttivendolo ti garantisce sulla bontà del prodotto (magari te lo fa pure assaggiare), spesso un libraio, (non dico che dovrebbe leggerti dei passi come a suo modo fa il fruttivendolo), è in grado solo di dirti il prezzo allineandosi alla norma che vuole che ciò che vende di più è valido. Il ruolo del libraio è diventato solo quello di un triste mediatore, come del resto quello dell’editore che pensa solo a pubblicare libri che vanno a prescindere (a comandare sono i manager). Ma un libraio e un editore dovrebbero essere qualcosa in più visto che sono i produttori e i divulgatori della cultura di un Paese! Grazie a Dio ci sono ancora diversi che resistono come alcuni librai fiduciari che conoscono e apprezzano il nostro lavoro.
Un passo per “catturare” l’attenzione dei lettori di sicuro è il bookcrossing. Inoltre ci piace regalare i nostri testi ad associazioni benefiche (oratori, comunità per tossicodipendenti) in modo da cercare noi i lettori.
Che rapporto ha la sua casa editrice con il Web? Ritiene che Internet possa rappresentare una valida risorsa promozionale per l'editoria?
Un ottimo rapporto. Internet, rispetto ai canali tradizionali, è uno strumento più meritocratico. Inoltre è in fase di espansione, nel prossimo futuro sempre più persone navigheranno e di conseguenza aumenteranno le possibilità di vendite on-line. Anche molti siti che si occupano di letteratura hanno recensito e parlato di nostri testi anche se questo è accaduto anche per la TV (Da quella locale alla Rai) e carta stampata (es. L’Espresso, Il Corriere della Sera, La Repubblica, La Nazione,Il Mattino, L’Avvenire ecc)
Il nostro sito www.edizionicreativa.it è molto visitato e, poco alla volta, ci stiamo creando una cerchia di lettori fedeli che ordina i nostri libri che li riceve in pochi giorni.
Come si possono comprare i vostri libri?
Direttamente dal nostro sito www.edizionicreativa.it (andando nella sezione acquisti) - tramite fax 081/8822048, telefonicamente allo 081 3597090 e tramite e-mail:ordini@edizionicreativa.it
Richiederlo al nostro distributore nazionale Ediq distribuzione tel/fax 02-9689323 e- mail: commerciale@ediq.eu
Al distributore campano Alpha libri tel.081 5525013 e.mail: info@alphalibri.com
Al distributore autonomo Danae www.danaelibri.it
Sono in vendita su tutte le librerie on-line (Internet book shop, Unilibro.)
Per i bibliotecai al nostro distributore per le biblioteche: LS distribuzione tel 051 768165 e-mail: info@lsc.it
Alle librerie che non ne hanno copie (avendo tutti i libri il codice Isbn) basta alzare il telefono e contattare noi o il distributore.
Bisogna resistere e andare avanti senza far sì che episodi come questo spengano l’amore per la conoscenza che è il carburante della nostra piccola, ma sana realtà editoriale.